Se è vero, come è vero, che oggi le cose esistono perché sono presenti nel web, è di conseguenza altrettanto certo che la loro raffigurazione è l'oggetto della progettazione, il veicolo con cui ne veniamo a conoscenza.
Tutto ciò va considerato, a maggior ragione, quando si approccia una disciplina come l'architettura che è al tempo stesso spazio da percorrere e vivere, raffigurazione della sua presenza e compendio di una storia millenaria tesa verso un futuro di possibili riconoscimenti.

Pensiamo a cosa accade quando si accede alla rete e si guardano siti dedicati o si scorrono i social network, in entrambi i casi ognuno di noi incontra la restituzione mitizzata di un'opera o di un avvenimento. Allora l'architettura nella sua complessa realtà spaziale e di raffigurazione, per essere comunicata, ha bisogno di nuovi autori visivi capaci di restituire tutto ciò attraverso la fotografia. Un caso è emblematico lo troviamo nel lavoro di Gianluca Giordano dedicato al complesso Olivetti di Ivrea. Questo autore ha messo in luce il mito di una storia nel suo costante presente, quello tipico della cultura post-web. infatti le sue fotografie raffigurano in parte ciò che c'è, ma anche il pensiero di Adriano Olivetti e quanto ancora si più fare per un patrimonio storico di tale portata. Il tutto ovviamente in una raffigurazione in grado di divulgare e far conoscere a chiunque, e in qualunque punto del pianeta, un'opera del patrimonio italiano ancora sconosciuta ai più. In definitiva Gianluca Giordano ha dato forma visiva a un progetto con le sue realtà, le sue idee e, perché no, le sue utopie.

Gianluca Giordano (1978), fotografo di architettura.

Si laurea all'Accademia delle Belle Arti Aldo Galli IED Como in restauro e ha collaborato alla conservazione di beni culturali in Italia. Dopo aver insegnato per alcuni anni è ritornato alla sua passione, la fotografia. Qui combina il suo background artistico con la profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche pittoriche in una nuova visione dell'architettura.

Dal 2012 collabora con il portale di architettura Floornature ed i suoi reportage architettonici sono stati pubblicati anche su ArchDaily, Metalocus, architectuul, Domus, UrbanNext. Il suo reportage sul cantiere del Museo MMM Corones è stato l'unica preview autorizzata da parte dello studio Zaha Hadid ed è uscito su architetto.info.

Le sue immagini accompagnano il dossier ufficiale di candidature di “Ivrea, Città Industriale del XX secolo” a patrimonio UNESCO.

OLIVETTI. IMMAGINI DI UNA STORIA INDUSTRIALE

Quando, nel 1954, Adriano Olivetti chiede agli architetti dello studio B.B.P.R. di progettare un negozio al numero 584 della 5th Avenue, la combinazione di prodotti iconici, opere d’arte, vetro e marmi ne fanno secondo il Time «il più bello della Quinta Strada». Ma Adriano Olivetti portava dall’Italia un’altra grande ricchezza: la consapevolezza che gli spazi e le architetture, ancora oggi punto di riferimento per molte altre aziende, riguardano soprattutto chi li vive. Dell’eredita di Olivetti molto si è detto e scritto.Il fotografo Gianluca Giordano ha voluto contribuire al racconto puntando il suo obiettivo sulle architetture olivettiane di Ivrea mostrando così al mondo un’opera del patrimonio italiano ancora sconosciuta ai più. Questa serie di scatti mostrano una visione unica di Ivrea, città natale di Adriano Olivetti, a testimonianza di un modello alternativo di un città industriale basata su un sistema sociale e produttivo ispirato dalla comunità. Grazie anche a questo lavoro di ricerca fotografica, Ivrea nel 2018 è stata dichiarata dall’Unesco «patrimonio industriale del XX secolo».


Le fotografie, già esposte a Genova e a Milano, nel 2018 sono state inserite nell’ADI Design Index,  la pubblicazione annuale di ADI (Associazione per il Disegno Industriale) che raccoglie la produzione del miglior design italiano.

Fotografia e design, due linguaggi con un denominatore comune: la cultura del progetto. Il design tende a realizzare collaborativamente qualcosa: nasce da un’idea, da una creatività costitutiva, da una visione di una funzione o di una utilità. La fotografia, che nasce da una emozione, da una sensibilità verso persone, luoghi o cose,  trova una sua forma per realizzarsi come progetto. Progettare – dal latino pro-jectus, l’azione del gettare avanti – è dunque un gesto di costruzione dal presente al futuro anche quando considera il passato. E’ un atto vitale, di pensiero creativo; questo è il denominatore comune tra design e fotografia.

Il riconoscimento di ADI Design Index dà ditto alla candidatura al prestigioso Compasso d’Oro, il più antico e autorevole premio mondiale nell’ambito del design. La Cerimonia di Premiazione della XXVI edizione del Premio Compasso d’Oro si è tenuta presso la sede del nuovo ADI Design Museum.

Paolo Schianchi

Professore di Visual Communication e interaction design e Creatività e Problem solving presso l'Università IUSVE. Dal 2010 dirige i contenuti editoriali del portale internazionale Floornature.com, con cui ha ideato e promosso il Contest Internazionale Next Landamark. Dal 2014 è Gallery manager di FMG Spazio per l’architettura contemporanea, Milano. Dal 2015 è Curatore scientifico dei contenuti creativi e culturali di FAB Architectural Bureau. Si occupa di saggistica dedicata a design, architettura e cultura visiva contemporanei. I testi redatti, gli allestimenti e i prodotti da lui disegnati sono pubblicati sui principali magazine, quotidiani e volumi di architettura, design e critica del progetto. È riconosciuto fra i principali teorici di Visual Marketing e Visual Literacy.

 

Partendo dalla ricerca di Gianluca Giordano sulle architetture di Ivrea, l’Università di Pisa (Dipartimento di Ingegneria dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni, Dipartimento Civiltà e Forme del Sapere, Museo degli Strumenti per il Calcolo), in collaborazione con la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, dedica un approfondimento e una riflessione sul progetto industriale, sociale e culturale avviato da Adriano Olivetti in Toscana.

L'iniziativa, che può pregiarsi della partnership con l'Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea, è diventata una mostra esposta presso il Museo della Grafica di Pisa dal dicembre 2019 all'ottobre 2020 dal titolo OLIVETTI@TOSCANA.IT. Territorio, Comunità, Architettura nella Toscana di Olivetti.

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