Giovanni Chiaramonte, Salvare l’ora

 La fotografia di Giovanni Chiaramonte sin dagli inizi e fino agli anni più recenti è sempre stata rappresentazione di luoghi che rivelano l’identità e il modo di vivere dei paesi e dei continenti che compongono la civiltà occidentale: Gerusalemme, Atene, Roma, Costantinopoli, Berlino, Los Angeles, Miami fino a Panama e L’Avana. La grande veduta aperta sull’infinito dell’orizzonte è stata la misura di Chiaramonte, sempre utilizzando macchine di medio formato su cavalletto, nel tempo lungo dell’attesa e della contemplazione. Salvare l’ora nasce invece nell’esperienza chiusa del male di vivere e della malattia del corpo, quando il tempo si pone come termine ultimo, chiudendo apparentemente ogni apertura verso il senza fine del futuro. Solo l’istante presente, infinitesimo, diventa il luogo dell’abitare della rappresentazione dentro il chiuso di una casa o di un giardino accanto ad essa. La fotografia a sviluppo istantaneo, inventata dal geniale Mr. Land e poi continuata dalla Fuji, ha permesso di realizzare queste piccole immagini, dove l’infinito si può aprire solo nel chinarsi attento e pieno d’amore sulla scala minore del mondo.Nella tradizione di Thomas Merton e Minor White, che sono stati i maestri di Chiaramonte, accompagnano le fotografie 46 haiku, che si pongono come rivelazioni di decisivi eventi interiori e tracce della divina presenza nascosta in ogni forma e in ogni figura del mondo.

240 pagine con 63 immagini a 4 colori con vernice, formato cm 16×22, cartonato


Giovanni Chiaramonte nasce nel 1948. La sua opera si genera nell’estetica teologica di R. Guardini, H. U. von Balthasar e in quella della Chiesa d’Oriente incontrata in P.Evdokimov, O. Clément, A. Tarkovskij ed ha come tema principale il rapporto tra luogo e destino della civiltà occidentale, nel segno dell’infinito che si apre nel tempo istantaneo proprio della fotografia. Tra le sue opere: Giardini e paesaggi, 1983; Terra del ritorno, 1989; Penisola delle figure, 1993; Westwards, 1996 e 2013; Milano. Cerchi della città di mezzo, 2000; In corso d’opera, 2000; Pellegrinaggi occidentali, 2000; Frammenti dalla Rocca, 2002; Abitare il mondo. EuropE, 2004; Attraverso la pianura, 2005; Senza foce, 2005; Come un enigma_Venezia, 2006; Nascosto in prospettiva,2007; In Berlin, 2009; L’altro_Nei volti nei luoghi, 2010; E.I.A.E._Et In Arcadia Ego, 2012; Via Fausta, 2012; Interno perduto, 2012; Piccola creazione, 2012; Westwards, 2014; Jerusalem_Figure della Promessa, 2015; La misura dell’Occidente. Viaggio nella rappresentazione, con A. Siza, 2015 e 2018; The Evolving European City, 2015; Ultima Sicilia, 2016.Nel suo percorso espositivo si segnalano le mostre personali alla Biennale di Venezia nel 1992, 1993, 1997 e 2004 e alla Triennale di Milano nel 2000, 2009 e 2011. Ha fondato e diretto collane di Fotografia per Jaca Book, Federico Motta Editore, S.E.I., Edizioni della Meridiana, Ultreya/Itaca.Insegna Storia e Teoria della Fotogra- fia allo IULM e alla NABA di Milano.