UNSEEN SIXTIES Le altre immagini del Sessantotto americano 16

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UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del Sessantotto americano

 


a cura di  Matteo Ceschi

mostra fotografica 8-11 novembre 2017, Galleria Expowall | via Curtatone 4, Milano

 

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UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del Sessantotto americano

Il comico e attivista politico Dick Gregory, candidato alle elezioni presidenziali del 1968 con il Peace and Freedom Party, Chicago, marzo 1968 (fotografo: sconosciuto)

Dick Gregory seduto alla scrivania col suo tipico completo di jeans, lo stesso con cui viene ritratto sulla copertina del suo Write Me In (1968). Tra i principali punti del suo programma politico spiccano certamente la visione post-ethnic, poi adotta da Barack Obama, i programmi di welfare, il ritiro immediato delle truppe dal Vietnam e la lotta alla disoccupazione. Alle elezioni presidenziali del 1968 ottiene 47.097 voti (pari allo 0,06%su scala nazionale) un dato evidentemente ininfluente sull’esito delle elezioni vinte da Richard Nixon. Gregory e la moglie Lillian divennero verso la fine degli anni Sessanta molto amici di John Lennon e Yoko Ono e parteciparono al secondo bed-in a Montreal (maggio 1969). Sulla campagna presidenziale di Dick Gregory si sofferma il mio Tutti i colori di Obama (Franco Angeli, 2012).

Matteo Ceschi ha scovato in archivi di quotidiani del Midwest, in particolare dell’area di Chicago, foto inedite che raccontano il il Sessantotto, inteso nella sua accezione più ampia, ovvero dal 1964 al 1970. Chicago era al tempo amministrata dal sindaco Richard Dailey, numero uno del partito DemocraticoA causa del ruolo centrale nelle vicende politiche nazionali del suo primo cittadino, Chicago fu per tutti gli anni Sessanta il centro nevralgico dell’informazione americana sui temi “sessantottini”. E lo fu ben prima di assurgere alla cronaca internazionale a causa delle manifestazioni di protesta – duramente represse dalle forze dell’ordine locali – che si verificarono nell’agosto del 1968 in coincidenza con i lavori della Convention Democratica che, ormai orfana del candidato Robert Kennedy, assassinato il 6 giugno, portarono all’elezione di Hubert Humphrey.
La serie di scatti inediti raccolti da Matteo Ceschi sono “scarti”, ovvero di tutti quei frames scattati dai fotoreporter dell’epoca e per ragioni di linea editoriale e/o impaginazione non scelti dai caporedattori. L’operazione UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del “Sessantotto” americano nasce fin dall’inizio con un preciso scopo divulgativo. Anzi, senza questo aspetto, forse l’intera operazione non avrebbe preso forma. La precedente mostra America, America -organizzata da Expowall attingendo all’archivio open source della New York Public Library e patrocinata dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano- aveva già testato con successo l’idea di offrire ai visitatori la possibilità sia di acquistare stampe professionali certificate sia di scaricare dal sito della NYPL le immagini in mostra per poi stamparle in proprio. Così al momento di definire il contenitore che avrebbe accolto UNSEEN SIXTIES Matteo Ceschi ha fatto sua l’idea di mettere disposizione di tutti le scansioni dei propri negativi. Comunicato stampa

 

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