UNSEEN SIXTIES Le altre immagini del Sessantotto americano 09

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UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del Sessantotto americano

 


a cura di  Matteo Ceschi

mostra fotografica 8-11 novembre 2017, Galleria Expowall | via Curtatone 4, Milano

 

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UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del Sessantotto americano

Pattuglie della polizia si aggirano per le strade di Chicago deserte dopo i riots scoppiati al diffondersi della notizia dell’assassinio del reverendo Martin Luther King, Chicago, 5 aprile 1968 (fotografo: sconosciuto)

Scatto quasi perfetto che immortala una pattuglia di poliziotti mentre passa davanti alle vetrine di un negozio su cui campeggiano le scritte di protesta in vernice bianca “THE KING IS DEAD” e “LONG LIVE THE KING”. A colpire è la totale indifferenza a quel messaggio mostrata dagli uomini delle forze dell’ordine. I riots, scoppiati in varie città, rimasero relativamente contenuti rispetto a quelli di Watts (1965) e quelli di Detroit e Newark (1967) grazie alla decisione di trasmettere in diretta nazionale la sera del 4 aprile, giorno dell’assassinio di King, il concerto di James Brown al Boston Garden.

Matteo Ceschi ha scovato in archivi di quotidiani del Midwest, in particolare dell’area di Chicago, foto inedite che raccontano il il Sessantotto, inteso nella sua accezione più ampia, ovvero dal 1964 al 1970. Chicago era al tempo amministrata dal sindaco Richard Dailey, numero uno del partito DemocraticoA causa del ruolo centrale nelle vicende politiche nazionali del suo primo cittadino, Chicago fu per tutti gli anni Sessanta il centro nevralgico dell’informazione americana sui temi “sessantottini”. E lo fu ben prima di assurgere alla cronaca internazionale a causa delle manifestazioni di protesta – duramente represse dalle forze dell’ordine locali – che si verificarono nell’agosto del 1968 in coincidenza con i lavori della Convention Democratica che, ormai orfana del candidato Robert Kennedy, assassinato il 6 giugno, portarono all’elezione di Hubert Humphrey.
La serie di scatti inediti raccolti da Matteo Ceschi sono “scarti”, ovvero di tutti quei frames scattati dai fotoreporter dell’epoca e per ragioni di linea editoriale e/o impaginazione non scelti dai caporedattori. L’operazione UNSEEN SIXTIES. Le altre immagini del “Sessantotto” americano nasce fin dall’inizio con un preciso scopo divulgativo. Anzi, senza questo aspetto, forse l’intera operazione non avrebbe preso forma. La precedente mostra America, America -organizzata da Expowall attingendo all’archivio open source della New York Public Library e patrocinata dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano- aveva già testato con successo l’idea di offrire ai visitatori la possibilità sia di acquistare stampe professionali certificate sia di scaricare dal sito della NYPL le immagini in mostra per poi stamparle in proprio. Così al momento di definire il contenitore che avrebbe accolto UNSEEN SIXTIES Matteo Ceschi ha fatto sua l’idea di mettere disposizione di tutti le scansioni dei propri negativi. Comunicato stampa

 

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