EXHIBITION / The stately side of EXPO ph©Cirenei&Menghi

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Questa mostra di fotografia sul paesaggio urbano e il bellissimo lavoro The Stately Side of Expo di Cirenei e Menghi che ne rappresenta il cuore, inaugura l’attività della Galleria Expowall. Questo tema verrà declinato anche con altre iniziative fotografiche nel corso del 2016 e rappresenta la volontà di contribuire attraverso lo sguardo soggettivo e libero dell’artista fotografo alla riflessione sullo sviluppo delle città e delle comunità che viviamo, e che con i nostri comportamenti definiamo. Da questo punto di vista EXPO 2015 è stato uno straordinario catalizzatore di sguardi e di pensieri, e infatti da qui abbiamo cominciato. Tra i tanti significati attribuiti a Expo 2015 uno forse è stato trascurato, schiacciato dalla forza dei numeri: ma l’esposizione universale ha costituito fondamentalmente un eccezionale momento di esaltazione della soggettività e anche dell’eterodossia. La definizione del decumano, del cardo, della tensostruttura e della posizione dei cluster ha costituito la semplice ed efficiente ossatura, lasciando ai Paesi la libertà e la soggettività di progettare e costruire. È stato un episodio complessivo di libertà creative.

Il fotografo raccoglie questa libertà creativa, e vi applica la sua. Al riguardo è emblematico l’ottimo lavoro di Cirenei e Menghi: diverse visioni applicate in fondo allo stesso universo che ci permettono di cogliere il significato profondo di scelta artistica e di libertà.  Con l’impegno che metteremo nella nostra attività di Expowall cercheremo di sottolineare soprattutto questo aspetto: la novità del paesaggio urbano, in primis di Milano, la vogliamo vivere non come il trionfo delle costruzioni – anche questo conta, certo- ma come nuovo ambito di libertà creative. Expo offre una riflessione in più, per una unicità tutta sua: la gran parte delle costruzioni di Expo 2015 non ci saranno più, e comunque non saranno lì dove le abbiamo viste. Resteranno i punti di vista e le prospettive, le scelte del fotografi. Expo 2015 ci permette quindi di dare un nuovo significato alla famosa frase di Adorno, che noi adattiamo al passato prossimo, e adottiamo, alla luce del lavoro creativo dei fotografi: “Non si tratta di conservare il passato, ma di mantenerne le promesse”.
La libertà, appunto.

Alberto Meomartini