1–18 di 177 risultati

  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #01 Berenice Abbott, Manhattan Skyline: I. South Street and Jones Lane, Manhattan

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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  • Carl Mydans
    1906-2004

    Carl Mydans nasce a Boston. Studia alla Boston University School of Journalism (1930) e inizia la sua carriera come giornalista freelance al Boston Globe e Boston Post.
    La svolta arriva nel 1931 con l’acquisto di una fotocamera da 35 mm con la quale allarga il suo raggio operativo e gli permette di integrare la narrazione scritta con quella visiva.
    Il primo incarico ufficiale come fotografo arriva nel 1935 quando inizia a lavorare in quello che sarebbe diventato poi la FSA sotto la direzione di Roy Stryker. Incaricato a fotografare l’industria del cottone negli stati del Sud ritrae le persone che incontra con grande dignità, gettando quindi le basi per i fotografi dopo di lui.
    Mydans rimane solo per poco alla FSA: nel 1936 è uno dei quattro fotografi che lanciano il magazine LIFE. Lavora attivamente alla rivista fino alla sua chiusura nel 1972.

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/carl-mydans?all/all/all/all/0

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    #04 Carl Mydans, New Jersey

    15,00

    Carl Mydans
    1906-2004

    Carl Mydans nasce a Boston. Studia alla Boston University School of Journalism (1930) e inizia la sua carriera come giornalista freelance al Boston Globe e Boston Post.
    La svolta arriva nel 1931 con l’acquisto di una fotocamera da 35 mm con la quale allarga il suo raggio operativo e gli permette di integrare la narrazione scritta con quella visiva.
    Il primo incarico ufficiale come fotografo arriva nel 1935 quando inizia a lavorare in quello che sarebbe diventato poi la FSA sotto la direzione di Roy Stryker. Incaricato a fotografare l’industria del cottone negli stati del Sud ritrae le persone che incontra con grande dignità, gettando quindi le basi per i fotografi dopo di lui.
    Mydans rimane solo per poco alla FSA: nel 1936 è uno dei quattro fotografi che lanciano il magazine LIFE. Lavora attivamente alla rivista fino alla sua chiusura nel 1972.

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/carl-mydans?all/all/all/all/0

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  • Ben Shahn
    (1898-1969)
    Ben Shahn, nato in Lituania, emigr
    ò
    all’et
    à
    di 6 anni con la famiglia a New York. Volle
    diventare pittore ma ben presto si appassion
    ò
    anche alla fotografia che us
    ò
    inizialmente come strumento per i suoi dipinti. Fu sostenuto dagli insegnamenti tecnici
    da parte del fotografo Walker Evans, con il quale condivise il suo studio a Greenwich.
    Dal 1935 al 1938 lavor
    ò
    part-time prima per la Resettlement Administration, poi la FSA,
    viaggiando molto nel Sud e nel Midwest. Utilizz
    ò
    una camera da 35mm per fotografare in
    maniera informale e spesso senza che i soggetti se ne accorgessero di essere ritratti,
    creando quindi degli scatti puliti ed umanistici degli Americani nella Grande
    Depressione.
    Dopo il 1938 e la fine della sua collaborazione con Stryker, prosegu
    ì
    la sua carriera
    come pittore, diventando uno dei maggiori pittori realisti americani, tanto da
    rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1954. Il suo lavoro
    fotografico
    è
    stato rivalutato e reso noto al grande pubblico solo dopo la sua morte
    nel 1969 grazie ad una grande mostra all’Harvard’s Fogg Art Museum.
    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/ben-shahn?all/all/all/all/0
    http://www.howardgreenberg.com/artists/ben-shahn
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    #06 Ben Shahn, Outskirts of Plain City, Ohio

    15,00
    Ben Shahn
    (1898-1969)
    Ben Shahn, nato in Lituania, emigr
    ò
    all’et
    à
    di 6 anni con la famiglia a New York. Volle
    diventare pittore ma ben presto si appassion
    ò
    anche alla fotografia che us
    ò
    inizialmente come strumento per i suoi dipinti. Fu sostenuto dagli insegnamenti tecnici
    da parte del fotografo Walker Evans, con il quale condivise il suo studio a Greenwich.
    Dal 1935 al 1938 lavor
    ò
    part-time prima per la Resettlement Administration, poi la FSA,
    viaggiando molto nel Sud e nel Midwest. Utilizz
    ò
    una camera da 35mm per fotografare in
    maniera informale e spesso senza che i soggetti se ne accorgessero di essere ritratti,
    creando quindi degli scatti puliti ed umanistici degli Americani nella Grande
    Depressione.
    Dopo il 1938 e la fine della sua collaborazione con Stryker, prosegu
    ì
    la sua carriera
    come pittore, diventando uno dei maggiori pittori realisti americani, tanto da
    rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1954. Il suo lavoro
    fotografico
    è
    stato rivalutato e reso noto al grande pubblico solo dopo la sua morte
    nel 1969 grazie ad una grande mostra all’Harvard’s Fogg Art Museum.
    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/ben-shahn?all/all/all/all/0
    http://www.howardgreenberg.com/artists/ben-shahn
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  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #07 Berenice Abbott, Brooklyn Bridge

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #08 Berenice Abbott, Penn Station

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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  • Carl Mydans
    1906-2004

    Carl Mydans nasce a Boston. Studia alla Boston University School of Journalism (1930) e inizia la sua carriera come giornalista freelance al Boston Globe e Boston Post.
    La svolta arriva nel 1931 con l’acquisto di una fotocamera da 35 mm con la quale allarga il suo raggio operativo e gli permette di integrare la narrazione scritta con quella visiva.
    Il primo incarico ufficiale come fotografo arriva nel 1935 quando inizia a lavorare in quello che sarebbe diventato poi la FSA sotto la direzione di Roy Stryker. Incaricato a fotografare l’industria del cottone negli stati del Sud ritrae le persone che incontra con grande dignità, gettando quindi le basi per i fotografi dopo di lui.
    Mydans rimane solo per poco alla FSA: nel 1936 è uno dei quattro fotografi che lanciano il magazine LIFE. Lavora attivamente alla rivista fino alla sua chiusura nel 1972.

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/carl-mydans?all/all/all/all/0

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    #11 Carl Mydans, Cigar Factory

    15,00

    Carl Mydans
    1906-2004

    Carl Mydans nasce a Boston. Studia alla Boston University School of Journalism (1930) e inizia la sua carriera come giornalista freelance al Boston Globe e Boston Post.
    La svolta arriva nel 1931 con l’acquisto di una fotocamera da 35 mm con la quale allarga il suo raggio operativo e gli permette di integrare la narrazione scritta con quella visiva.
    Il primo incarico ufficiale come fotografo arriva nel 1935 quando inizia a lavorare in quello che sarebbe diventato poi la FSA sotto la direzione di Roy Stryker. Incaricato a fotografare l’industria del cottone negli stati del Sud ritrae le persone che incontra con grande dignità, gettando quindi le basi per i fotografi dopo di lui.
    Mydans rimane solo per poco alla FSA: nel 1936 è uno dei quattro fotografi che lanciano il magazine LIFE. Lavora attivamente alla rivista fino alla sua chiusura nel 1972.

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/carl-mydans?all/all/all/all/0

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  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #13 Berenice Abbott, Madison Square

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #15 Edwin Locke, Filling Station

    15,00
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  • Jack Delano
    1914-1997

    Jack Delano, nato in Ucraina, arrivò in America a Philadelphia nel 1923. Dopo la scuola frequentò il corso di studio di Belle Arti ed iniziò con la fotografia dopo un suo viaggio in Europa nel 1937. Lavorava a progetti fotografici per enti statali statunitensi, tra cui anche la Farm Security Administration.
    Qui non si limitò a ritrarre solamente paesaggi e persone ma cercò di captare anche lo sfondo socio-culturale della situazione, atteggiamento non comune ad altri fotografi dell’ente. Un’esperienza che portò con sé a Puerto Rico dove si trasferì nel 1946  diventando fotografo ufficiale del governo locale.
    Già negli anni 1940 sperimentò la fotografia a colori producendo immagini poco convenzionali ma bellissime a testimonianza della sua grandissima bravura.
    Scrive Delano stesso nella sua autobiografia “Photographic Memories” pubblicata nel 1997: “Rendere giustizia al soggetto è stato sempre il mio interesse primario. Luce, colore, texture e via dicendo sono importanti per me soltanto in quanto contribuiscono a un ritratto onesto di quello che ho davanti alla macchina, ma non sono fini a se stessi.”

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/jack-delano?all/all/all/all/0
    Citazione da: http://lens.blogs.nytimes.com/2011/10/13/jack-delanos-american-sonata/

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    #16 Jack Delano, American Legion Carnival

    15,00

    Jack Delano
    1914-1997

    Jack Delano, nato in Ucraina, arrivò in America a Philadelphia nel 1923. Dopo la scuola frequentò il corso di studio di Belle Arti ed iniziò con la fotografia dopo un suo viaggio in Europa nel 1937. Lavorava a progetti fotografici per enti statali statunitensi, tra cui anche la Farm Security Administration.
    Qui non si limitò a ritrarre solamente paesaggi e persone ma cercò di captare anche lo sfondo socio-culturale della situazione, atteggiamento non comune ad altri fotografi dell’ente. Un’esperienza che portò con sé a Puerto Rico dove si trasferì nel 1946  diventando fotografo ufficiale del governo locale.
    Già negli anni 1940 sperimentò la fotografia a colori producendo immagini poco convenzionali ma bellissime a testimonianza della sua grandissima bravura.
    Scrive Delano stesso nella sua autobiografia “Photographic Memories” pubblicata nel 1997: “Rendere giustizia al soggetto è stato sempre il mio interesse primario. Luce, colore, texture e via dicendo sono importanti per me soltanto in quanto contribuiscono a un ritratto onesto di quello che ho davanti alla macchina, ma non sono fini a se stessi.”

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/jack-delano?all/all/all/all/0
    Citazione da: http://lens.blogs.nytimes.com/2011/10/13/jack-delanos-american-sonata/

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  • Arthur Rothstein
    1915-1985

    Arthur Rothstein, figlio di immigranti ebrei, cresce a New York. Molto dotato inizia l’università già a 16 anni e si lega subito alla fotografia, offrendosi anche per eseguire dei servizi. Così conosce Rexford Tugwell e Roy Stryker che avevano bisogno di Rothstein per la realizzazione di un libro. Tugwell e Stryker entrano nella Resettlement Administration e Stryker capisce presto che la fotografia è il miglior modo per documentare le necessità e i successi del New Deal. Così chiama Rothstein che diventa il primo fotografo della FSA a girare gli Stati Uniti fotografando gli operai americani e le loro famiglie. In cinque anni viaggia moltissimo e realizza alcune delle immagini più iconiche di quel periodo della storia americana.
    Durante la sua carriera, lunga 50 anni, ha sempre combinato la sua bravura tecnica con un forte potere comunicativo delle immagini da lui create.

    Ulteriori informazioni: http://www.arthurrothstein.com/biography/

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    #18 Arthur Rothstein, Work Projects Administration riverfront improvement project, Saint Louis, Missouri

    15,00

    Arthur Rothstein
    1915-1985

    Arthur Rothstein, figlio di immigranti ebrei, cresce a New York. Molto dotato inizia l’università già a 16 anni e si lega subito alla fotografia, offrendosi anche per eseguire dei servizi. Così conosce Rexford Tugwell e Roy Stryker che avevano bisogno di Rothstein per la realizzazione di un libro. Tugwell e Stryker entrano nella Resettlement Administration e Stryker capisce presto che la fotografia è il miglior modo per documentare le necessità e i successi del New Deal. Così chiama Rothstein che diventa il primo fotografo della FSA a girare gli Stati Uniti fotografando gli operai americani e le loro famiglie. In cinque anni viaggia moltissimo e realizza alcune delle immagini più iconiche di quel periodo della storia americana.
    Durante la sua carriera, lunga 50 anni, ha sempre combinato la sua bravura tecnica con un forte potere comunicativo delle immagini da lui create.

    Ulteriori informazioni: http://www.arthurrothstein.com/biography/

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  • Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

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    #19 Walker Evans, Coca-Cola shack in Alabama

    15,00

    Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

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  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
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    #20 Berenice Abbott,Newsstand, Manhattan

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

    #21 Berenice Abbott, Brooklyn Bridge, Water and Dock Streets, looking southwest, Brooklyn

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

  • Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

    #22 Berenice Abbott, Washington Square looking north, Manhattan

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)
    Acquista

  • Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

    Acquista

    #23 Walker Evans, Movie theatre on Saint Charles Street. Liberty Theater, New Orleans, Louisiana

    15,00

    Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

    Acquista

  • Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

    Acquista

    #25 Walker Evans, View of railroad station. Edwards, Mississippi

    15,00

    Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

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  • Ben Shahn
    (1898-1969)
    Ben Shahn, nato in Lituania, emigr
    ò
    all’et
    à
    di 6 anni con la famiglia a New York. Volle
    diventare pittore ma ben presto si appassion
    ò
    anche alla fotografia che us
    ò
    inizialmente come strumento per i suoi dipinti. Fu sostenuto dagli insegnamenti tecnici
    da parte del fotografo Walker Evans, con il quale condivise il suo studio a Greenwich.
    Dal 1935 al 1938 lavor
    ò
    part-time prima per la Resettlement Administration, poi la FSA,
    viaggiando molto nel Sud e nel Midwest. Utilizz
    ò
    una camera da 35mm per fotografare in
    maniera informale e spesso senza che i soggetti se ne accorgessero di essere ritratti,
    creando quindi degli scatti puliti ed umanistici degli Americani nella Grande
    Depressione.
    Dopo il 1938 e la fine della sua collaborazione con Stryker, prosegu
    ì
    la sua carriera
    come pittore, diventando uno dei maggiori pittori realisti americani, tanto da
    rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1954. Il suo lavoro
    fotografico
    è
    stato rivalutato e reso noto al grande pubblico solo dopo la sua morte
    nel 1969 grazie ad una grande mostra all’Harvard’s Fogg Art Museum.
    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/ben-shahn?all/all/all/all/0
    http://www.howardgreenberg.com/artists/ben-shahn
    Acquista

    #26 Ben Shahn, Stock feed in front of feed store, Route 40, central Ohio

    15,00
    Ben Shahn
    (1898-1969)
    Ben Shahn, nato in Lituania, emigr
    ò
    all’et
    à
    di 6 anni con la famiglia a New York. Volle
    diventare pittore ma ben presto si appassion
    ò
    anche alla fotografia che us
    ò
    inizialmente come strumento per i suoi dipinti. Fu sostenuto dagli insegnamenti tecnici
    da parte del fotografo Walker Evans, con il quale condivise il suo studio a Greenwich.
    Dal 1935 al 1938 lavor
    ò
    part-time prima per la Resettlement Administration, poi la FSA,
    viaggiando molto nel Sud e nel Midwest. Utilizz
    ò
    una camera da 35mm per fotografare in
    maniera informale e spesso senza che i soggetti se ne accorgessero di essere ritratti,
    creando quindi degli scatti puliti ed umanistici degli Americani nella Grande
    Depressione.
    Dopo il 1938 e la fine della sua collaborazione con Stryker, prosegu
    ì
    la sua carriera
    come pittore, diventando uno dei maggiori pittori realisti americani, tanto da
    rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1954. Il suo lavoro
    fotografico
    è
    stato rivalutato e reso noto al grande pubblico solo dopo la sua morte
    nel 1969 grazie ad una grande mostra all’Harvard’s Fogg Art Museum.
    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/ben-shahn?all/all/all/all/0
    http://www.howardgreenberg.com/artists/ben-shahn
    Acquista

  • Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

    Acquista

    #27 Walker Evans, Roadside fruit. Ponchatoula, Louisiana

    15,00

    Walker Evans
    1903-1975

    Walker Evans, nato nel 1903 a St. Louis, Missouri, sin da piccolo era interessato all’arte, disegnava, collezionava cartoline e scattò foro con una piccola camera Kodak. Dopo la scuola volle diventare uno scrittore e dopo un anno a Parigi si stabilì a New York. Riprese la in mano anche la macchina fotografica con la quale cercò di seguire le strategie letterarie – poesia, ironia, descrizione incisiva e struttura narrativa – nella realizzazione di immagini.
    Per lui la fotografia rimarrà sempre la “più letteraria delle arti grafiche” e continuò per tutta la vita a collaborare con scrittori.
    Nel tardo 1935 iniziò un periodo di 18 mesi per la Resettlement Administration (dal 1937 poi FSA). Più che gli itinerari richiesti seguì il suo istinto di formazione letteraria e creò immagini dirette ed iconiche che entrarono nell’immaginario collettivo del paese e ora fanno parte della storia visuale condivisa della Grande Depressione. La collaborazione con il FSA finì nel 1937.
    Già nel 1938 Walker Evans ebbe la sua prima retrospettiva al Museum of Modern Art.
    Negli anni contribuì con le sue foto alla rivista Fortune e seguì altre ricerche, come quella famose nella metropolitana di New York. Dal 1973 si dedicò al lavoro con la Polaroid che ben si sposò con la sua visione poetica ma concreta del mondo.

    Per ulteriori approfondimenti si consiglia: http://www.metmuseum.org/toah/hd/evan/hd_evan.htm

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