Urban Landscape

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  • #01 Berenice Abbott, Manhattan Skyline: I. South Street and Jones Lane, Manhattan

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)

  • #04 Carl Mydans, New Jersey

    15,00

    Carl Mydans
    1906-2004

    Carl Mydans nasce a Boston. Studia alla Boston University School of Journalism (1930) e inizia la sua carriera come giornalista freelance al Boston Globe e Boston Post.
    La svolta arriva nel 1931 con l’acquisto di una fotocamera da 35 mm con la quale allarga il suo raggio operativo e gli permette di integrare la narrazione scritta con quella visiva.
    Il primo incarico ufficiale come fotografo arriva nel 1935 quando inizia a lavorare in quello che sarebbe diventato poi la FSA sotto la direzione di Roy Stryker. Incaricato a fotografare l’industria del cottone negli stati del Sud ritrae le persone che incontra con grande dignità, gettando quindi le basi per i fotografi dopo di lui.
    Mydans rimane solo per poco alla FSA: nel 1936 è uno dei quattro fotografi che lanciano il magazine LIFE. Lavora attivamente alla rivista fino alla sua chiusura nel 1972.

    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/carl-mydans?all/all/all/all/0


  • #06 Ben Shahn, Outskirts of Plain City, Ohio

    15,00
    Ben Shahn
    (1898-1969)
    Ben Shahn, nato in Lituania, emigr
    ò
    all’et
    à
    di 6 anni con la famiglia a New York. Volle
    diventare pittore ma ben presto si appassion
    ò
    anche alla fotografia che us
    ò
    inizialmente come strumento per i suoi dipinti. Fu sostenuto dagli insegnamenti tecnici
    da parte del fotografo Walker Evans, con il quale condivise il suo studio a Greenwich.
    Dal 1935 al 1938 lavor
    ò
    part-time prima per la Resettlement Administration, poi la FSA,
    viaggiando molto nel Sud e nel Midwest. Utilizz
    ò
    una camera da 35mm per fotografare in
    maniera informale e spesso senza che i soggetti se ne accorgessero di essere ritratti,
    creando quindi degli scatti puliti ed umanistici degli Americani nella Grande
    Depressione.
    Dopo il 1938 e la fine della sua collaborazione con Stryker, prosegu
    ì
    la sua carriera
    come pittore, diventando uno dei maggiori pittori realisti americani, tanto da
    rappresentare gli Stati Uniti alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1954. Il suo lavoro
    fotografico
    è
    stato rivalutato e reso noto al grande pubblico solo dopo la sua morte
    nel 1969 grazie ad una grande mostra all’Harvard’s Fogg Art Museum.
    Ulteriori informazioni:
    https://www.icp.org/browse/archive/constituents/ben-shahn?all/all/all/all/0
    http://www.howardgreenberg.com/artists/ben-shahn

  • #07 Berenice Abbott, Brooklyn Bridge

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)

  • #08 Berenice Abbott, Penn Station

    15,00
    Berenice Abbott
    1898-1991
    Berenice Abbott nasce nel Ohio. Arriva alla fotografia dopo una preparazione artistica
    e letteraria. Durante il suo soggiorno a Parigi nel 1923 incontra Man Ray che la
    ingaggia come assistente. Già nel 1926 Abbott ha la sua prima mostra personale e apre
    il proprio studio parigino.
    Quando nel 1929 arriva a New York rimane colpita dal grande potenziale fotografico di
    questa città ed inizia il suo progetto fotografico sulla metropoli in evoluzione. Nel
    1935 viene chiamato dal Federal Art Project come supervisore del progetto ChangingNew York che
    le consente comunque di portare avanti la propria ricerca. Quando si ritira dal FAP nel 1939 ci sono 305 fotografie sue che vengono depositate al Museum of
    the City of New York un racconto visivo del cambiamento della città.
    Una sua citazione descrive bene il valore che la fotografia ha per lei che per
    sessant’anni ha regalato immagini di grandissimi potere e chiarezza comunicativa:
    Photography can never grow up if it imitates some other medium. It has to walk alone;
    it has to be itself.
    (cit. Excerpt from An Address Given by Berenice Abbott at the
    Aspen Institute Conference on Photography, October 6, 1951)